Corsi di guida sicura, difensiva e perfezionamento per la sicurezza stradale - Corsi di guida ecologica ed ecocompatibile


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notizie e consigli per la guida sicura


In tema di sicurezza: le cinture

Perché la cintura di sicurezza è così importante? In caso di scontro, chi viaggia senza cintura continuerà a muoversi in avanti alla velocità di marcia dell'auto prima dell'impatto. Se manca l'airbag o se il dispositivo non si attiva, la persona urta violentemente contro volante, cruscotto e parabrezza, con il rischio di venire proiettato fuori dalla vettura. Se l'airbag si attiva , la forza con cui una persona non trattenuta dalla cintura impatta contro il dispositivo potrebbe causare lesioni gravi. Le più frequenti sono le lesioni al viso: traumi diretti alla struttura ossea, lesioni oculari legate all'utilizzo di occhiali, lesioni indirette alla retina  e al nervo ottico. Possibili anche lesioni a braccia e spalle. Non va meglio sul sedile posteriore: il passeggero senza cintura colpisce il sedile anteriore e lo scavalca, urtando violentemente chi occupa il sedile anteriore. In caso di impatti di grave entità, il solo impatto contro il sedile anteriore può provocare lesioni anche molto gravi. Torneremo su questo importante argomento.

 

Igienizzare l'auto

In questo periodo di emergenza sanitaria, che speriamo di lasciarci alle spalle molto presto, una corretta pulizia dell'auto gioca un ruolo importante, specie se si viaggia con persone estranee al proprio nucleo familiare. Come procedere? Prima di tutto, indossare guanti mascherina. Così protetti, cominciamo a pulire le zone di più frequente contatto - volante e leva del cambio - per poi passare a tutte le superfici interne, prestando molta attenzione ai pannelli delle portiere, alle maniglie interne, ai comandi. Attenzione ai rivestimenti in pelle, utilizzate prodotti igienizzanti specifici! Infine l'esterno, pulendo sia le maniglie delle portiere sia la maniglia del portellone posteriore. I prodotti più adatti sono quelli classificati "presidio medico chirurgico 19440", preferibilmente da nebulizzare sulle superfici e rimuovere dopo circa 30 secondi, con un panno in microfibra. Alcuni confezioni di questi prodotti sono dotati di un tubicino che si inserisce nelle bocchette di aerazione a impianto di condizionamento attivato, per consentirne la disinfezione; al termine, aerare l'abitacolo per alcuni minuti. A lavoro completato eliminate guanti, mascherina e panno, quindi lavate a fondo le mani. 

Controlli di fine lockdown - gli pneumatici

Dopo una sosta lunga quasi tre mesi, oltre alla batteria sono gli pneumatici i componenti dell'auto che più facilmente possono aver subito dei danni. Prima di ripartire, è fondamentale controllare la pressione delle gomme, perché come spesso abbiamo ripetuto, una pressione corretta è il presupposto per una corretta aderenza al suolo, quindi per una guida sicura. Verifichiamo che i valori corrispondano a quelli indicati sul libretto di manutenzione dell'auto o, ancora meglio, facciamoli verificare da un gommista, che dispone di strumenti più precisi. Un altro rischio legato all'immobilità è il cosiddetto flat-spotting: l'appiattimento dello pneumatico, schiacciato dal peso del veicolo che grava per un periodo prolungato sempre sullo stesso punto. Di solito si tratta di deformazioni di lieve entità che si recuperano in pochi chilometri di guida, quando gli pneumatici raggiungono la temperatura ottimale di esercizio. Se invece persistono vibrazioni e rumorosità anomale, l'ovalizzazione potrebbe essere più seria, magari perché si tratta di gomme sportive o perché la pressione era già troppo bassa al momento dello stop. In questo caso, è necessario portare la vettura da un professionista. Ripartiamo in sicurezza!

Rimettersi in moto

Dopo una lunga sosta forzata, stiamo per riprendere la nostra auto. Ma niente da fare... non si avvia. Una prima soluzione è utilizzare un booster, in pratica una batteria portatile, con carica sufficiente per far partire un motore. Ovviamente basta rivolgersi a un elettrauto, ma un booster si può acquistare anche a costi contenuti, intorno ai 50 euro. Altra possibilità i cavi, con un'altra vettura funzionante a farci da supporto. Come si fa? Colleghiamo il cavo rosso al polo positivo, prima della batteria carica e poi di quella scarica; stessa cosa collegando il cavo nero al polo negativo. Mettiamo in moto l'auto funzionante mantenendo il motore a 2000/2500 giri per alcuni secondi, poi mettiamo in moto l'auto in difficoltà. Scolleghiamo i cavi nell'ordine inverso e lasciamo il motore acceso per almeno mezz'ora. Ma anche se tutto va per il meglio e il motore si riavvia, ricordate che per la batteria la prima messa in moto è la più stressante. Al primo giro, percorrere pochi isolati non basterà: meglio mettersi su strada per almeno 15/20 chilometri, tenendo spenti tutti gli apparecchi non necessari (radio, aria condizionata etc).


 

 

 

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