Parliamo di grip

Come riusciamo a muovere e controllare un veicolo un movimento? Esclusivamente grazie all’aderenza, vale a dire la forza di attrito che si sviluppa tra strada e pneumatici. Più semplicemente: grazie alla capacità dello pneumatico di aderire all’asfalto, “aggrapparsi” alla superficie stradale e mantenere il veicolo in traiettoria. Più comunemente, parliamo di grip. Migliore è l’aderenza, migliore sarà la tenuta di strada.

Il grip non è sempre identico per i quattro pneumatici: varia a seconda del peso su ciascuna ruota. Sotto carico – cioè sotto sforzo – gli pneumatici si deformano modificando l’impronta a terra, cioè la superficie di contatto tra pneumatico e asfalto. L’impronta a terra è molto piccola: corrisponde circa al palmo di una mano. Cosa accade durante la marcia? Le manovra del guidatore e le forze esterne che agiscono sul veicolo modificano la distribuzione dei carichi (cioè dei pesi) sulle diverse ruote. Cambia di conseguenza anche l’impronta a terra, quindi l’aderenza che ogni pneumatico riesce a sviluppare.

La forza di attrito degli pneumatici si misura moltiplicando il peso del veicolo per uno specifico coefficiente di aderenza. Questo secondo dato varia in base a diversi elementi. I principali, legati al veicolo sono la mescola degli pneumatici, il grado di usura, la velocità alla quale si viaggia. Ma anche le condizioni dell’asfalto: un manto stradale completamente liscio renderebbe difficile l’aderenza anche del più tecnologico degli pneumatici! Così come peggiora l’aderenza in caso di pioggia, neve, olio, pietrisco, foglie.

Se il coefficiente di aderenza diminuisce, si può verificare lo slittamento delle ruote e la perdita di controllo del veicolo. Il consiglio? Controllare spesso l’usura degli pneumatici, rispettare sempre le distanze di sicurezza e adeguare la velocità alle condizioni di guida.

 

 

 

 

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