Come frenare in modo corretto?

Come frenare in modo corretto? Il freno è il pedale più importante che abbiamo a disposizione. Le corrette abitudini di frenata possono fare la differenza tra un incidente evitato e un impatto anche violento. Certo, l’efficacia della frenata dipende anche dalle condizioni degli pneumatici, ma una corretta gestione di questo pedale è fondamentale per “disinnescare” situazione pericolose o evitare danni costosi. Servono controllo e consapevolezza, mentre sono sempre da evitare reazioni istintive che potrebbero avere conseguenze anche gravi.

Come usare correttamente il freno? Vediamo qualche consiglio.

Prima regola: frenate poco. Non è un controsenso, frenare in modo corretto significa anche frenare solo quando è necessario. Se non dovete fermarvi a un semaforo o evitare un’auto che inchioda, la cosa migliore è rallentare sollevando il piede dall’acceleratore. Ovviamente valutate di avere la distanza di sicurezza sufficiente per non correre rischi!

Non basta? Se frenare è davvero necessario, non fatelo all’ultimo istante. Eviterete danni o comunque una maggiore – inutile – usura delle pastiglie dei freni. Ed eviterete il rischio di diventare un ostacolo improvviso per il veicolo che sta dietro di voi.

Una frenata efficace deve essere decrescente: si preme il pedale con decisione, poi si riduce la pressione, senza staccare il piede. Il comportamento contrario – premere prima debolmente il pedale per poi aumentare progressivamente l’intensità della frenata – è molto comune, ma è sbagliato: il rischio è di non riuscire a fermare il mezzo in tempo utile.

Il presupposto, valido sempre: guidate concentrati. Sarete in grado di riconoscere in tempo le situazioni a rischio, senza trovarvi costretti a reagire in emergenza.  

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Colpo di sonno alla guida: perché capita, come evitarlo

Chiudere gli occhi, per un tempo brevissimo. Sul divano davanti alla TV non è un problema, ma al volante… Viaggiando a 100 km/h bastano 3/5 secondi per percorrere più di 100 metri, senza alcun controllo. Il colpo di sonno alla guida provoca incidenti molto gravi con elevato rischio di mortalità: completamente incosciente, il conducente non è in grado di rendersi conto del pericolo e reagire, almeno per limitare i danni.

Il rischio riguarda tutti, anche il guidatore in buona salute e riposato. Perché si arriva al colpo di sonno? Lo spiega una ricerca del Royal Melbourne Institute of Technology, in Australia. La “colpa” è delle vibrazioni a bassa frequenza del motore che, propagandosi a tutta la scocca, influiscono sul sistema nervoso autonomo che controlla le funzioni dell’organismo a riposo. I ricercatori hanno replicato nel simulatore un viaggio in autostrada, con due gruppi di volontari. Diversa la frequenza delle vibrazioni. Nel simulatore che vibrava alla frequenza del motore, i “guidatori” hanno avvertito i primi segnali di sonnolenza già dopo 15 minuti. Dopo 30 minuti sono diventati evidenti e hanno raggiunto il picco dopo 60 minuti.

I segnali più comuni li conosciamo tutti: palpebre pesanti, occhi che bruciano, irritabilità, sensazione di freddo, difficoltà a mantenere velocità e corsia di marcia. È importante non sottovalutarli: il colpo di sonno potrebbe essere vicino. Se riconosciamo qualcuno di questi segnali fermiamoci immediatamente per riposare. Non più di 20/30 minuti – raccomanda la commissione “Sonnolenza, sicurezza e trasporti” dell’AIMS – per evitare di raggiungere la fase profonda del sonno. Altri sistemi (caffè, aria fresca, musica…) aiutano solo per breve tempo.  

Come prevenire il colpo di sonnoalla guida? Alcune indicazioni. Evitare le fasce orarie più problematiche, quelle in cui siamo biologicamente predisposti al riposo: in generale, tra le 2 e le 5 del mattino e tra le 13 e le 15 del pomeriggio. Partire riposati, specialmente se ci aspetta un lungo viaggio. Evitare pasti troppo abbondanti escludendo ogni bevanda alcolica. Usare i farmaci con prudenza, verificando che non provochino effetti sulla capacità di concentrazione. 

Allacciare le cinture di sicurezza

L’uso delle cinture di sicurezza in Italia è ancora poco diffuso, soprattutto per i passeggeri che viaggiano sul sedile posteriore. Gli ultimi dati disponibili risalgono a un’indagine dell’Istituto Superiore di Sanità del 2019, nell’ambito del progetto Ulisse sulla sicurezza stradale. In media, indossa la cintura il 67%  dei guidatori o di chi siede sul sedile anteriore. Ma sul sedile posteriore, solo 1 passeggero su 10 la allaccia. Evidentemente, in molti non solo sottovalutano l’aspetto della sicurezza, ma ignorano l’obbligo della cintura anche sui sedili posteriori.

Perché la cintura di sicurezza è così importante? In caso di incidente, chi viaggia senza cintura continuerà a spostarsi in avanti alla stessa velocità di marcia dell’auto prima dell’impatto. Se manca l’airbag o se il dispositivo non si attiva, l’urto violento contro volante, cruscotto e parabrezza è inevitabile, con il rischio di venire addirittura proiettato fuori dalla vettura. Se invece l’airbag si attiva, la forza con cui una persona non trattenuta dalla cintura impatta contro il dispositivo potrebbe causare lesioni gravi.

Le più frequenti sono le lesioni al viso: traumi diretti alla struttura ossea, lesioni oculari legate all’utilizzo di occhiali, lesioni indirette alla retina e al nervo ottico. Possibili anche lesioni a braccia e spalle. Non va meglio per chi viaggia sul sedile posteriore: il passeggero senza cintura colpisce il sedile anteriore e lo scavalca, urtando violentemente chi occupa il sedile anteriore. In caso di impatti di grave entità, il solo impatto contro il sedile anteriore può provocare lesioni anche molto gravi. Torneremo su questo importante argomento.

Allergie, rischi in auto

Guidare con gli occhi che lacrimano o magari in preda a una crisi di starnuti? Non è solo fastidioso, può essere davvero pericoloso. Uno starnuto ci costringe a chiudere gli occhi per qualche istante: se siamo impegnati in un sorpasso delicato o una manovra difficile, possiamo rischiare l’incidente.

Soprattutto in primavera, l’aria si riempie di pollini e altri allergeni che provocano fastidi anche gravi a chi soffre di allergie. In auto, la concentrazione è molto superiore rispetto a quanto accade all’aria aperta. Come evitare che diventi una trappola? Ecco alcuni consigli.

Il primo, molto semplice: mantenere pulito l’abitacolo. Meglio viaggiare con i finestrini chiusi ed effettuare pulizie frequenti con panni monouso o aspiratore, senza trascurare il tessuto dei sedili (soprattutto se trasportiamo in auto il nostro amico a quattro zampe). Bene anche procedere periodicamente a una sanificazione con spray specifici, che in pochi minuti saturano l’abitacolo e abbattono la carica batterica.  

Attenzione all’impianto di ventilazione! Fondamentale sostituire il filtro aria/antipolline ogni 10mila chilometri circa o comunque una volta all’anno. Importante anche tenere sempre puliti i condotti di aerazione, che possono nascondere muffe e polveri. Puliteli regolarmente con una spazzola morbida e spray sanificante; per una pulizia più profonda rivolgetevi a un professionista.

La concentrazione di pollini nell’aria è maggiore nelle ore centrali della giornata. Quindi, se possibile, meglio spostarsi in auto di prima mattina o in tarda serata.

In ultimo, attenzione ai farmaci. Gli antistaminici utilizzati per combattere le allergie possono avere effetti collaterali come sonnolenza, rallentamento nei movimenti, riduzione dell’attenzione. Meglio non mettersi al volante!