Monopattino, primi bilanci

Tra le nuove forme di “mobilità dolce” che si stanno diffondendo anche in seguito all’emergenza pandemica c’è sicuramente il monopattino. Autorizzato a circolare sulle strade da giugno 2019, è un mezzo di trasporto utile per piccoli spostamenti urbani ma che può rivelarsi pericoloso.

Vediamo alcuni dati. L’Osservatorio Monopattini dell’ ASAPS (Associazione Sostenitori e Amici della Polizia Stradale) ha raccolto dati sugli incidenti che hanno coinvolto monopattini nel primo quadrimestre 2021. In totale, si sono registrati 46 incidenti con 44 persone ferite e 2 decessi, una giovane donna e un’anziana travolta – mentre camminava – da un gruppo di monopattinisti. Un’ultimo numero: delle persone ferite, ben 18 sono finite in prognosi riservata.

Cuasa principale degli incidenti, il mancato rispetto della precedenza. A seguire, le cadute autonome (occhio alla velocità!) e gli scontri laterali. Questa nuova forma di mobilità richiede quindi prudenza e rispetto delle regole del Codice della Strada, per la propria e l’altrui incolumità.

Da questa considerazione è nata l’iniziativa di CNEL, Polizia di Stato e Ministero dell’Istruzione: un video educational rivolto agli studenti delle scuole secondarie di primo e secondo grado, grandi utilizzatori di questo nuovo mezzo di trasporto. Nel video, una piccola storia che aiuta a riflettere e una sintesi chiara ed efficace – a cura della Polizia Stradale – della normativa in vigore. 

Il video verrà diffuso sui canali RAI e inserito – da settembre – sulla piattaforma EDUSTRADA come parte dell’offerta formativa del ministero dell’Istruzione per l’anno scolastico 2021-2022. Nell’attesa aggiungiamo il nostro personale invito: alla guida, anche di un monopattino, mai dimenticare attenzione, conoscenza e rispetto delle regole, prudenza. 

Il video è disponibile sul sito della Polizia di Stato, vuoi vederlo? Clicca qui: video 

 

Si può guidare con le infradito?

Abiti leggeri, occhiali da sole e scarpe aperte. Con l’arrivo del caldo il nostro abbigliamento si adegua, ma indossare sandali,  zoccoli o infradito è una buona idea se dobbiamo guidare? E quali sono i rischi?

Il vecchio Codice della Strada vietava espressamente la guida con questo tipo di scarpe o a piedi scalzi, ma dal 1993 questa norma non esiste più. È tutto demandato al nostro buon senso? Non proprio. Il problema multe è superato, ma c’è un’altra norma alla quale dobbiamo prestare attenzione. L’art, 141 del Codice prevede che «Il conducente deve sempre conservare il controllo del proprio veicolo ed essere in grado di compiere tutte le manovre necessarie, in condizione di sicurezza in modo da garantire la tempestiva frenata del mezzo…». E sul sito della Polizia di Stato si legge che «il conducente deve autodisciplinarsi nella scelta dell’abbigliamento e degli accessori al fine di garantire un’efficace azione di guida con i piedi (accelerazione, frenata, uso della frizione)»

È possibile che un eventuale cattivo controllo del mezzo venga attribuito (anche) all’utilizzo di una calzatura non idonea, quindi. In caso di incidente, la Polizia può indicare nel verbale che uno dei conducenti guidava con le infradito, con zoccoli di legno o a piedi nudi. Qui si inserisce l’incognita dell’assicurazione auto. In fase di liquidazione dei danni, l’assicurazione potrebbe utilizzare tale circostanza per sostenere il concorso di colpa e limitare o respingere la richiesta di risarcimento. 

Ricapitolando: la legge non lo vieta, la Polizia di Stato lo sconsiglia, l’assicurazione ne approfitta. Ma in ogni caso, guidare con calzature non adatte non è sicuro! Il piede può sfilarsi facilmente dal sandalo senza lacci, l’infradito può restare incastrata sotto il pedale, la suola di legno riduce molto la sensibilità di guida. E aggiungiamo anche i tacchi alti, che – vale anche per le scarpe invernali – rendono difficile l’appoggio del tallone e limitano la capacità di pressione sui pedali.

In conclusione, meglio tenere in auto un paio di scarpe chiuse adatte alla guida. E una volta arrivati a destinazione, via allo stile!